Boris Johnson in terapia intensiva, "condizioni peggiorate"

Apr 7, 2020 by

Boris Johnson in terapia intensiva, "condizioni peggiorate"Boris Johnson trasferito in terapia intensiva. Lo affermano i media britannici facendo riferimento alle informazioni diffuse da Downing Street sulle condizioni del premier, da 10 giorni positivo al coronavirus. "Dalla serata di domenica, il primo ministro è stato affidato alle cure dei medici del St Thomas’ Hospital, a Londra, dopo essere stato ricoverato con persistenti sintomi di coronavirus", le parole di un portavoce di Downing Street riportate dal Guardian. "Nel corso del pomeriggio, le condizioni del primo ministro sono peggiorate e, su consiglio del suo team medico, è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva. Il primo ministro ha chiesto al ministro degli Esteri, Dominic Raab, di sostituirlo laddove necessario. Il primo ministro sta ricevendo cure eccellenti e ringrazia lo staff del servizio sanitario nazionale per il duro lavoro e l'impegno".Secondo il Guardian, Johnson è stato spostato in terapia intensiva nel tardo pomeriggio. Il premier sarebbe cosciente e sarebbe stato trasferito a scopo precauzionale, nel caso in cui avesse bisogno del supporto di un respiratore. "I miei pensieri sono con il Primo Ministro @BorisJohnson e la sua famiglia stasera. Gli auguro una pronta e completa guarigione", scrive su Twitter la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.  Boris Johnson è "un amico", "un leader" e un uomo "forte, che non si arrende". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump durante la conferenza stampa sul coronavirus, spiegando che gli americani "pregano" per il premier britannico ricoverato in terapia intensiva. Trump ha anche detto di aver fatto contattare i medici di Johnson e di aver chiesto alle case farmaceutiche di aiutare Londra. "Prego per una rapida guarigione del primo ministro". Lo scrive in un tweet il sindaco di Londra Sadiq Khan, dopo la notizia del trasferimento. L'ospedale londinese nel quale è ricoverato il premier, il St Thomas, scrive ancora Khan, "ha alcuni dei migliori medici del mondo e non potrebbe essere in mani più sicure".  Anche il nuovo leader laburista Keir Starmer reagisce alla notizia del trasferimento del premier in terapia intensiva. "Notizia terribilmente triste – scrive in un tweet – Tutti i pensieri del Paese sono per il primo ministro e la sua famiglia durante questo momento incredibilmente difficile".  "Tutto il mio sostegno a Boris Johnson, la sua famiglia e il popolo britannico in questo momento difficile. Gli auguro di superare rapidamente questa prova". Così su twitter il presidente francese Emmanuel Macron. "I miei pensieri vanno a @BorisJohnson e tutto il popolo britannico. Ti auguro una pronta guarigione. Hai tutto il sostegno del governo italiano e il mio personale. Siamo tutti fiduciosi che il tuo Paese supererà questo momento difficile". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Twitter. "Il popolo italiano è con il Regno Unito in questi momenti difficili. Siamo uno per l'altro. Guarisci presto @BorisJohnson". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un tweet, in inglese, diffuso dal profilo della Farnesina. "Auguri di pronta guarigione a @BorisJohnson e vicinanza alla sua famiglia e al popolo inglese in questo momento difficile. Vinceremo insieme la battaglia contro il Covid_19", scrive su Twitter il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.



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Trovato il corpo della nipote di Bob Kennedy

Apr 7, 2020 by

Trovato il corpo della nipote di Bob KennedyA cinque giorni dalla scomparsa nella baia di Chesapeake, nel Maryland, è stato ritrovato nella giornata di ieri il corpo senza vita di Maeve Kennedy Townsend McKean, 40enne figlia dell'ex governatore del Maryland Kathleen Kennedy Townsend e nipote di Robert F. Kennedy. A darne notizia, la polizia dello stato. La donna era scomparsa lo scorso giovedì pomeriggio insieme al figlio Gideon, di 8 anni. I due erano in canoa vicino alla casa di famiglia a Shady Side, circa 25 miglia a sud di Annapolis. ''Dopo giorni di ricerche che hanno visto coinvolti l'aviazione e la tecnologia sottomarina, le autorità hanno ritrovato la persona scomparsa, Maeve Kennedy Townsend McKean", si legge in una nota della polizia. Un'indagine preliminare, spiega fra gli altri Nbc News, ha rilevato che McKean e suo figlio potrebbero aver remato nella baia per recuperare un pallone, per poi non essere più in grado di tornare a riva. La polizia del Maryland ha detto che il corpo di McKean è stato trovato a circa sette metri di profondità, a poche miglia di distanza della residenza della madre, dove era stata messa in acqua la canoa. Il corpo del piccolo Gideon non è ancora stato ritrovato, oggi sono riprese le ricerche.



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Politi (Iene): "Io ancora positivo dopo 30 giorni, ne bastano 15 per uscire?"

Apr 6, 2020 by

Politi (Iene): "Io ancora positivo dopo 30 giorni, ne bastano 15 per uscire?"Un comunicato e un video sul sito delle Iene raccontano la storia della "iena" Alessandro Politi che si è ammalata di coronavirus, e che trenta giorni dopo è ancora positiva al test anche se i sintomi sono scomparsi quasi subito. “Quanti potrebbero essere positivi e non saperlo senza il test?” si chiede Politi. E soprattutto, "bastano davvero 15 giorni d’isolamento per poter uscire di casa?".  Racconta la iena colpita da covid-19: “Ho avuto febbre e tosse per pochi giorni, poi mi sono sentito bene. Ma dopo un mese il mio tampone è ancora pienamente positivo”. La redazione delle Iene ricorda come il programma di Mediaset sia fermo ormai da un mese, "dopo che uno di noi è stato contagiato dal coronavirus. Il nostro collega che si è ammalato è – per l'appunto – la Iena Alessandro Politi, che approfondisce un tema molto importante: sono davvero sufficienti quindici giorni di isolamento dalla fine dei sintomi per poter tornare a uscire di casa? Ecco il racconto di Politi in un video. “Il 5 marzo mi sono svegliato con un forte mal di testa, febbre alta e un po’ di tosse”, racconta la Iena. “In quel momento non c’erano ancora i decreti di chiusura. Provo in tutti i modi a farmi fare un tampone, anche se non vogliono farmelo perché non ho una sintomatologia così grave. Comunque in ospedale spiego che sono un giornalista e sono stato in diretto contatto con tante persone e colleghi”.  La preoccupazione di Alessandro Politi era soprattutto per tutti coloro che potevano entrare in contatto con Le Iene e lo staff, come ad esempio gli intervistati che, considerato il periodo, potevano anche trovarsi in ospedale. Dopo un po’ di titubanza il personale accetta e l’esito del tampone è chiaro: positivo al COVID-19, l’ormai famoso coronavirus. “La cosa sorprendente – continua Politi – è che la sera stessa con una tachipirina la febbre è passata, il giorno successivo avevo meno sintomi e al terzo giorno non avevo più niente”, racconta la nostra Iena Alessandro Politi. “Se non avessi fatto il tampone, avrei pensato di avere un’influenza”. Passato il periodo obbligatorio di quarantena, è il momento di rifare il test: per essere considerati guariti, infatti, servono due tamponi consecutivi negativi. “Io stavo bene, ma dopo 17 giorni ero ancora pienamente positivo”. “Passano altri dieci giorni e il 3 aprile – insiste Politi – cioè l’altroieri, faccio un altro tampone”, racconta la Iena. “Ormai è quasi un mese che sono senza sintomi, ma l’esito è sempre lo stesso: pienamente positivo. Ho chiesto se è normale, i medici hanno ipotizzato che potrei aver preso una carica virale più aggressiva. Il mio corpo fortunatamente la sta gestendo bene ma ci vuole più tempo per debellarla”. E’ qui che ad Alessandro Politi sorge un dubbio: “Perché le istituzioni permettono a persone che hanno avuto i miei stessi sintomi di uscire di casa dopo 15 giorni” senza aver ricevuto un tampone? “Quante persone potrebbero essere a lavorare con il rischio di diffondere il virus?”.  Le Iene ricordano che fino a poco tempo fa "alle persone con sintomi lievi come Alessandro Politi il tampone non veniva proprio fatto, ma si doveva ’solo’ rispettare la quarantena alla fine della sintomatologia. E chi è stato a contatto diretto con un malato, a meno di casi eccezionale, non riceve alcun tampone in assenza di segni della malattia: unica prescrizione, l’isolamento". "Come si è deciso che i quindici giorni siano sufficienti, se io – conclude la iena Politi – dopo trenta giorni sono ancora positivo? Non è che forse il contagio tarda a fermarsi anche per questo motivo?”.



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