"Hai ucciso i tuoi figli", gogna contro padre in coma

Lug 13, 2019 by

"Hai ucciso i tuoi figli", gogna contro padre in coma"Si può essere così incoscienti?". E ancora: "Guidare filmando, due bambini morti. Che commento si può fare?". Sono solo alcuni dei commenti social sulla pagina Facebook di Fabio Provenzano, l'uomo che nella notte ha perso i due figli di 9 e 13 anni, sulla A29 Palermo-Mazara del Vallo. Provenzano è in stato di coma a Villa Sofia a Palermo. Prima dello schianto l'uomo ha postato una diretta Facebook in cui si vede il suo viso al buio. Poi il silenzio. I commenti non sono teneri nei suoi confronti. Sono in tanti ad accusarlo di avere causato la morte dei figli.  Gabriella scrive: "Due bimbi morti, che commento si può fare". Mentre Angela dice: "E' sempre colpa dei telefoni. Se si posassero alla guida molte tragedie potrebbero essere evitate, poveri bambini". Antonio scrive: "Che bel padre "responsabile". C'è però anche chi lo difende. Salvina: "Non è giusto quello che state scrivendo in un momento così delicato, abbiate compassione per la famiglia Provenzano che sta piangendo sia i piccoli che Fabio che e in ospedale in coma. Avete sempre da giudicare".  E poi c'è Sara: "Anziché stare attento che avevi due bambini facevi l'infantile senza responsabilità a fare la diretta, lo potevi fare da solo e non con due bambini, una rabbia". "Si può essere così incoscienti, un padre di famiglia". Mariella scrive: "Chi non ha peccato scagli la prima pietra, tutti leoni da tastiera ma vorrei vedere uno per uno chi sta criticando non fa la medesima cosa". E poi: "Rispetto per le vittime. Riposate in pace piccoli". Giovanna attacca il padre: "Ma dico io si guarda allo specchio invece di guardare avanti, ha ammazzato i suoi figli per colpa sua per farsi il video. Non ho parole". E Vittoria: "Invece di pensare a guidare …fanno i buffoni!!". Maria: "Questo, secondo voi era un padre di famiglia?? Smettetela con il solito buonismo". E, infine, Marianna: "Vergognati". La pagina è aperta, quindi chiunque può commentare.



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"Affondatela", odio social contro Carola

Giu 28, 2019 by

"Affondatela", odio social contro CarolaI meno agguerriti si limitano a suggerirle di "portarsi i migranti a casa sua, in Germania". Quelli più violenti, invece, le augurano di finire "affondata" insieme alla nave. Sono commenti carichi d'odio quelli riversati sui social nei confronti di Carola Rackete, la capitana 31enne della Sea Watch che ha forzato il divieto di entrare in acque territoriali italiane per raggiungere Lampedusa.  "Quella stronza di Comandante, vada a comandare in Germania" scrivono in molti su Facebook, definendo Carola "esibizionista", "arrogante", "viziata", "figlia di papà". "La signorina capitana va arrestata e va affondato il barcone – scrive un utente – gli immigrati a casa loro, qui in Italia non c'è posto, ce ne sono troppi". "E' solo un'esibizionista – commenta qualcun altro – perché non te li porti tutti a casa tua visto che il denaro non ti manca? Così ne fai buon uso". Il leitmotiv è la richiesta di andarsene via dall'Italia, di portare i 42 migranti con sé, di adottarli "visto che se lo può permettere". "Sei ricca, adottali te" è il commento più gettonato. Alcuni la invitano a dedicarsi ad altro. "Perché non se ne va a Cuba a farsi le canne con i suoi amici dei centri sociali visto che è ricca?" tuona un utente. "Perché non butta le reti a mare a pescare? – gli fa eco un altro -. Almeno come pescatrice sarebbe più utile anche al suo paese".  "E' una bambina viziata che si vuol far conoscere – si legge in un commento su Facebook – lei è convinta che con i soldi può ottenere quello che vuole. Pensa di avere il potere in mano ma il cerchio si sta chiudendo anche per lei. E' una bambina ipocrita e falsa". Qualcuno arriva persino ad augurarle la morte o comunque una punizione esemplare. "Spero che sia punita come merita" cinguetta un utente su Twitter. "Affondatele la nave, che un vero capitano affonda con la sua barca" commenta un utente. E ancora: "Affondatela in mare aperto e ce ne liberiamo una volta per tutte. Il bene lo facessero a casa loro o in Germania" scrive un altro. L'odio è inarrestabile. "Spero in una pena esemplare per la spocchiosa comandante Carola, la petulante portavoce, le maestrine delle Ong, le volontarie con il portafoglio pieno, queste nullità stipendiate che vengono in Italia a mettere in difficoltà il governo – intima un utente -. Chi ce le manda?". Tanti, tantissimi, definiscono Carola la "Capitana del Kaiser", che fa la "gradassa qui, perché in Germania disobbedendo alle leggi le farebbero il mazzo a strisce". E ancora: "Buffona, in galera devi finire", il pensiero di tanti. Ma tra i detrattori c'è anche chi spezza una lancia a favore della 31enne. "Grazie Comandante – si legge in un commento -. Ognuno ha il Capitano che si merita, il mio si chiama Carola!"



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Marina La Rosa: lo sfogo social contro Verissimo

Apr 7, 2019 by

Marina La Rosa: lo sfogo social contro Verissimo(KIKA) – MILANO – Marina La Rosa è arrivata seconda all’ultima edizione dell’Isola dei Famosi. Dopo la registrazione della puntata di Verissimo si è però lasciata andare a uno sfogo sui social contro il programma di Silvia Toffanin, che però ha cancellato subito dopo. La rete però, si sa, non dimentica e l’utente Manuel_Real_Off aveva già fotografato e diffuso il contenuto del post sul suo profilo.



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Mario Balotelli contro Barbara D’Urso: “Vergognati”

Mar 15, 2019 by

Mario Balotelli contro Barbara D’Urso: “Vergognati”Mario Balotelli, dopo le scuse di Fabrizio Corona a Barbara D'Urso, ha postato una Instagram Stories e si è scagliato proprio contro la conduttrice.



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Il M5s ha depositato una proposta di legge contro il revenge porn

Feb 24, 2019 by

Il M5s ha depositato una proposta di legge contro il revenge porn"Reclusione da uno a cinque anni e la multa da euro 927 ad euro 2.000 a chiunque pubblica attraverso strumenti informatici o telematici immagini o video privati aventi un esplicito contenuto sessuale senza il consenso delle persone che ivi sono ritratte". Tre semplici articoli. Tre pagine per dire basta ad episodi come quelli che hanno colpito Tiziana Cantone, la ragazza napoletana che si tolse la vita il 13 settembre 2016, dopo essersi rivolta inutilmente alla magistratura affinché rimuovesse un video hard girato dall'allora fidanzato e divenuto virale in Rete.Mai più tragedie simili. Il Movimento 5 stelle, con una proposta di legge depositata a palazzo Madama (prima firmataria la senatrice Evangelista e sottoscritta dalla maggior parte degli esponenti pentastellati) e sottoposta anche alla piattaforma Rousseau, va alla guerra del 'revenge porn', la pratica diffusa in rete che consiste nella pubblicazione – o nella minaccia di pubblicazione, anche a scopo di estorsione – di fotografie o video che mostrano persone impegnate in attività sessuali senza il consenso della persona interessata.Selfie, video, immagini che fanno spesso il giro del web e che – si legge nel testo della proposta di legge – rappresentano "un fenomeno umiliante e lesivo della dignità, che puo' condizionare la vita delle vittime". Al momento in Italia non esiste alcuna legge specifica sul revenge porn, riconosciuto come reato in Germania, Israele e Regno Unito, e in trentaquattro Stati degli Usa."L'unica possibilità riconosciuta alle vittime – si ricorda nella proposta di legge – è fare riferimento alla normativa sui reati di diffamazione, estorsione, violazione della privacy e trattamento scorretto dei dati personali, che non recepisce, però, la gravità e la peculiarità del fenomeno". Ora si introduce l'articolo 612-ter del codice penale: "Pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate". Se la persona coinvolta è il partner, la pena aumentaLa proposta di legge punisce gli autori di questi comportamenti, colpendo non solo chi pubblica immagini o video privati, ma anche chi li diffonde (per costoro la pena della reclusione e della multa è ridotta della metà rispetto a quella comminata ai responsabili di una violenza che – si sottolinea – "per molti è paragonabile ad una vera e propria violenza sessuale") e prevedendo delle "ipotesi aggravate in ragione del rapporto esistente tra autore e vittima".Ovvero un inasprimento di pena – reclusione da due a sette anni e multa da euro 1.500 ad euro 3.000 – "nell'ipotesi in cui il fatto venga commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da una delle parti tra coloro che hanno contratto un'unione civile, o da chi al momento della commissione del fatto è legato alla persona offesa da una relazione affettiva, o lo è stato nel passato".Se la pubblicazione di "immagini o video privati sessualmente espliciti provoca la morte della persona offesa" la reclusione per gli autori va da sei a dodici anni e la multa da euro 10.000 ad euro 80.000. Si prevede anche la possibilità di inoltrare "al titolare del sito internet o del social media" la richiesta di "oscurare, rimuovere o bloccare le immagini o i video privati sessualmente espliciti pubblicati e diffusi in rete senza il consenso dei soggetti coinvolti".Qualora ciò non avvenga "entro le ventiquattro ore dal ricevimento dell'istanza" si "potrà proporre reclamo al Garante della privacy o invocare la tutela giurisdizionale presentando ricorso dinanzi all'Autorità Giudiziaria".Altre misure previste: "Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sentito il Ministero della Giustizia" potrà adottare "linee di orientamento per la prevenzione nelle scuole del delitto di 'Pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate'".L'obiettivo è quello della prevenzione, oltre che della repressione. Ovvero di coinvolgere gli studenti a comprendere la gravità del reato. "La finalità cui la proposta di legge tende, e' quella – si legge nel testo – di educare ad un uso consapevole di internet e dei social network che passi, innanzitutto, attraverso la conoscenza dei diritti e dei doveri connessi all'utilizzo delle tecnologie informatiche". Per questa proposta di legge non sono previsti "oneri per la finanza pubblica".



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