Ottobrata al via, arriva il caldo: ecco dove

Ott 19, 2020 by

Ottobrata al via, arriva il caldo: ecco doveL'anticiclone africano comincia a proteggere l’Italia dando il via all’ottobrata, termine con il quale si vuole indicare un periodo caratterizzato da una fase climatica molto mite in pieno ottobre. Le ottobrate hanno origine a Roma quando fino a gli inizi del XX secolo si organizzavano gite fuori porta sia di giovedì sia di domenica. Nei prossimi giorni quindi il bel tempo sarà prevalente al Centro-Sud e al Nordest e le temperature cominceranno lentamente a salire. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che soltanto il Nordovest risentirà di una maggior nuvolosità che sarà capace di provocare qualche pioggia a partire da mercoledì. Tanto sole e clima mite, come detto, sul resto d’Italia.  Le temperature su molte regioni saliranno fino a superare i 20-22°C su Lazio (Roma), Toscana (Firenze), Campania (Napoli), Sicilia (Palermo) e punte anche fino a 25°C in Puglia e sulle zone interne di Sardegna e Sicilia. Il clima sarà mite anche lungo la fascia adriatica centrale (Marche, Abruzzo, Molise) e al Nordest (Emilia e Veneto). Farà meno caldo al Nordovest (solo 13-15°C di giorno a Torino e Milano). NEL DETTAGLIO Lunedì 19 – Al nord: asciutto, locali foschie in pianura e più nubi sui monti. Al centro: cielo sereno o poco nuvoloso. Al sud: qualche pioggia tra Calabria e Sicilia, sole altrove. Martedì 20 – Al nord: qualche nebbia al nordest e piovaschi sul Piemonte. Al centro: sole prevalente. Al sud: ampio soleggiamento. Mercoledì 21 – Al nord: coperto su Piemonte e Liguria con piovaschi, nubi sparse altrove. Al centro: sole prevalente. Al sud: cielo poco nuvoloso. Da giovedì sempre soleggiato al Centro-Sud e piogge deboli al Nordovest, peggiorerà diffusamente nel weekend.



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Covid, dalle banconote al rame ecco quanto resiste

Set 15, 2020 by

Covid, dalle banconote al rame ecco quanto resisteDa 2 a 4 giorni sulle banconote, fino a 7 nello strato interno delle mascherine chirurgiche (fuori anche più di una settimana), fino a 72 ore su plastica e acciaio inossidabile (secondo quanto conferma l'Organizzazione mondiale della sanità-Oms) con una carica infettiva che si dimezza dopo circa 6 e 7 ore. E infine 24 ore sul cartone e solo 4 ore sul rame per arrivare a un abbattimento completo dell'infettività. Sono i tempi di permanenza del coronavirus Sars-CoV-2 sulle varie superfici secondo le informazioni scientifiche ad oggi note. A riepilogarli, citando anche i dati di un rapporto dell'Iss (Istituto superiore di sanità) sul tema, sono i medici anti-fake news in un approfondimento su 'Dottore, ma è vero che…?', portale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo).  La premessa è d'obbligo, puntualizzano: "Il lavaggio delle mani costituisce sempre il punto cardine di una corretta prevenzione". Ma "la pulizia regolare, seguita dalla disinfezione delle superfici e degli ambienti interni, riveste un ruolo cruciale nella prevenzione e nel contenimento" di Covid-19. E questo al di là del fatto che "il rilevamento della presenza di Rna virale" su una superficie "non indica necessariamente che il virus sia vitale e potenzialmente infettivo". Quindi, tempistiche di permanenza a parte, "pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri le superfici e gli oggetti" è uno dei tre punti fermi che vengono indicati in questa fase dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dagli statunitensi Cdc, come dall'Oms. Gli altri due sono "garantire sempre ventilazione e ricambio d'aria adeguati", ricordano i medici, e "disinfettare con prodotti adatti, registrati e autorizzati". Queste operazioni devono essere "tanto più accurate e regolari per superfici ad alta frequenza di contatto, come maniglie, interruttori, servizi igienici, scrivanie, cellulari, tablet, personal computer, occhiali; infine, nel caso vi sia in famiglia un caso sospetto o confermato di persona affetta da Covid-19". Questo vale per gli ambienti interni. All'aperto invece no. Le aree esterne "non richiedono una specifica disinfezione". Alcune strutture, come bar e ristoranti, possono richiedere azioni aggiuntive, come la disinfezione di tavoli, sedie e oggetti spesso toccati da più persone. Ma "non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che spruzzare il disinfettante sui marciapiedi e nei parchi riduca il rischio di Covid-19 per il pubblico, mentre rappresenta un grave danno per l'ambiente". "Nessuno va in giro a leccare marciapiedi o alberi", ha avuto modo di dire lo scienziato Juan Leon a 'Science'. Al contrario, "potrebbero esserci delle conseguenze pericolose nell'eccessiva e troppo zelante disinfezione di ambienti esterni con la candeggina, come osserva Julia Silva Sobolik, ricercatrice nello stesso laboratorio di Leon. "'La candeggina è altamente irritante per le mucose', ha detto" come ricordano i camici bianchi. Sobolik cita uno studio su 'Jama Network Open' che ha evidenziato come gli infermieri che usavano regolarmente disinfettanti per pulire le superfici fossero a maggior rischio di sviluppare la malattia polmonare ostruttiva cronica. Come pulire le superfici? I medici anti-fake news chiariscono: "L'utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone". Si intende disinfettanti con alcol (etanolo) o ipoclorito di sodio (candeggina/varechina), ma anche saponi. "I coronavirus sono virus avvolti da uno strato di grasso protettivo", afferma Leon. I disinfettanti lo distruggono. L'ozono? E' un sanitizzante", ma non si può definire disinfettante. Le raccomandazioni del gruppo di lavoro dell'Iss hanno ammesso "l'efficacia microbicida" anche sui virus. Ma "è sconsigliato l'impiego in ambito domestico da parte di operatori non professionali". Infine un chiarimento sui termini di cui ormai si sente parlare ogni giorni: l'igienizzazione serve a rimuovere polveri e sporcizia da oggetti e ambienti, a rendere igienico, ovvero pulire l'ambiente eliminando le sostanze nocive presenti; la disinfezione è l'insieme dei procedimenti per rendere sani e sicuri gli ambienti o le aree distruggendo o rendendo inattivi i microrganismi patogeni che possono essere presenti (la finalità è abbattere la carica microbica e vanno usati prodotti disinfettanti, biocidi o presidi medico chirurgici, autorizzati); sanificare, infine, è un complesso di procedimenti e operazioni di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell'aria anche con il ricambio d'aria in tutti gli ambienti.



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