Il "piano Ursula" che farebbe evitare le elezioni

Ago 11, 2019 by

Il "piano Ursula" che farebbe evitare le elezioniLo scenario più probabile, dopo la decisione di Matteo Salvini di staccare la spina al governo Conte, rimane quella delle elezioni anticipate. Si affaccia però, sullo sfondo, un'alternativa che, allineando alcuni interessi, potrebbe costituire un'opzione B in grado di prolungare l'attuale legislatura, evitando il voto a ottobre. Perché "Ursula"?Intendiamo qui con "piano Ursula" un'ipotesi di convergenza dei tre partiti – o di loro settori, come vedremo – che a livello europeo hanno sostenuto la nomina di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione Ue. Vale a dire Pd, Movimento 5 Stelle e Forza Italia. * Il PdPartendo dal Pd, non si può non notare la cautela di Matteo Renzi, che in queste ore sembra sostenere con forza la parlamentarizzazione della crisi, rifiutando ogni accelerazione salviniana verso le urne anticipate. In questo scenario, porzioni rilevanti dei gruppi parlamentari del Partito Democratico potrebbero avere l'interesse a posticipare elezioni in cui non solo il Pd probabilmente finirebbe nuovamente all'opposizione, ma in cui soprattutto le liste dei candidati del partito sarebbero messe a punto dal segretario Nicola Zingaretti. I gruppi parlamentari oggi sono ancora in larga parte espressione della ex maggioranza renziana e l'incentivo a prolungare la legislatura evitando il ‘turnover' zingarettiano sembra rilevante.D'altra parte, una soluzione parlamentare alla crisi potrebbe essere giustificata politicamente dal primo partito del centrosinistra come un "cordone sanitario" per contenere il pericolo di un Salvini al governo da solo, potenzialmente con una maggioranza schiacciante. Ciò che non fa gioco a Zingaretti (che infatti sostiene con forza la necessità di voto anticipato) potrebbe insomma far gioco a Renzi e a molti degli attuali deputati e senatori democratici. E se il "piano Ursula" prendesse slancio, potremmo registrare una replica del 2011, quando Bersani inizialmente invocò le elezioni anticipate ma si convinse poi a sostenere il governo Monti caldeggiato dal presidente Napolitano. * Il M5SVenendo al Movimento 5 Stelle, questi 14 mesi di governo hanno messo in evidenza che il M5S punta a evitare con ogni mezzo l'eventualità di elezioni anticipate. L'attuale rappresentanza parlamentare (323 tra deputati e senatori) verrebbe plausibilmente almeno dimezzata e gran parte degli eletti cinquestelle avrebbe ben poche chance di rielezione. Di Maio ha già messo sul tavolo la questione del taglio dei parlamentari. Una misura che ha anche il pregio tattico di essere facilmente comunicabile, e molto coerente con il messaggio storico ‘anti-casta' del Movimento.Il sì definitivo alla riforma costituzionale che riduce i deputati a 400 e i senatori a 300 era stato calendarizzato per settembre. Ma attendere questo passaggio – anche anticipandolo ad agosto, come proposto oggi dal vicepremier del M5S – potrebbe giocare a favore dell'opzione Ursula, allungando i tempi di un appuntamento elettorale già molto “al limite” con le scadenze di politica economica di fine anno. Le date più probabili per elezioni anticipate in caso di rapido scioglimento delle Camere sono infatti tra il 20 ottobre e il 3 novembre, con una finestra temporale che renderebbe difficile approntare la legge di bilancio in tempo e favorirebbe la scivolosa ipotesi dell'esercizio provvisorio. * Forza ItaliaInfine, Forza Italia. È difficile attendersi un'adesione generale del partito allo "schema Ursula", ma sembra ragionevole immaginare che molti tra i 166 attuali parlamentari azzurri (tanti eletti nei collegi uninominali con i voti anche di Lega e Fdi) abbiano motivo di preferire una continuazione della legislatura e possano dunque appoggiare soluzioni che evitino lo scenario di un voto anticipato con Salvini in chiara posizione di forza. Lo stesso Salvini sembra infatti intenzionato a correre da solo, sacrificando gli alleati di centrodestra e giocando tutte le sue fiches sul voto utile da destra.Se oggi la Lega è circa al 37% secondo la Supermedia YouTrend/Agi, con una proiezione di 283 seggi alla Camera e 143 al Senato, è lecito attendersi che con qualche punto di ‘voto utile' e un 40% circa dei voti Salvini potrebbe arrivare a 320-330 seggi alla Camera e 160-165 al Senato, cioè una maggioranza assoluta. Senza scartare l'ipotesi di accordi post-elettorali con Fratelli d'Italia o Forza Italia in caso di maggioranza risicata.In questo schema, il partito di Berlusconi, al suo minimo storico nei sondaggi e lacerata da frizioni intestine, rischierebbe di fare la fine del vaso di coccio e molti dei suoi attuali eletti rischierebbero di non rientrare in Parlamento. È abbastanza perché qualcuno tra gli oltre 160 parlamentari di Fi possa immaginare un ‘soccorso responsabile' allo schema Ursula? I numeri in ParlamentoLa "coalizione Ursula" potrebbe far gola anche ad alcuni parlamentari del gruppo misto (fuoriusciti ed esponenti di liste minori) che potrebbero preferire l'inerzia della continuità ai rischi dello scioglimento delle Camere.Vediamo nel dettaglio i numeri: alla Camera il M5S è il primo gruppo, con 216 deputati; 111 sono quelli del Pd. La somma è 327, ovvero 11 seggi sopra al quorum di 316. Gli eletti di Forza Italia sono 104, quelli aderenti al gruppo misto 27. Anche immaginando corpose defezioni, sembra sussistere una base numerica.Al Senato, dove i numeri sono più risicati, diventerebbe ancora più cruciale l'apporto eventuale di fuoriusciti da Fi o di pattuglie dal gruppo misto. La soglia di maggioranza è infatti a quota 158, ma sale a 161 conteggiando nel quorum i senatori a vita. Il M5S conta 107 senatori, il Pd 51 (la somma di Pd e 5S è proprio 158), Forza Italia 62 e ben 25 si trovano tra gruppo misto e gruppo degli autonomisti. I rischi (e la legge elettorale)Lo scenario Ursula si inserisce su una strada molto stretta. È uno sbocco improbabile, ma è ragionevolmente l'unica alternativa a imminenti elezioni anticipate. Perché lo schema Ursula si concretizzi è infatti necessario che qualcosa si sblocchi nei prossimi giorni, per evitare una crisi-lampo con scioglimento immediato (che non a caso è l'opzione invocata da Matteo Salvini). Inoltre, per ciascuno dei tre soggetti (Pd, M5S e Fi) non sarebbe semplice giustificare agli occhi del proprio elettorato una scelta del genere, a meno che l'iniziativa non appaia favorita dal Quirinale (e Sergio Mattarella sembra fin qui aver adottato un approccio meno interventista del suo predecessore).Si aggiunga che comunque il taglio dei parlamentari, se approvato, metterebbe a rischio la rielezione di molti. Soprattutto, è probabile che se l'evoluzione della crisi si indirizzasse verso una "conventio ad excludendum"che metta all'opposizione il primo partito italiano (alle europee e nei sondaggi dell'ultimo anno), cioè la Lega, un comunicatore abile come Salvini potrebbe efficacemente cavalcare l'indignazione per una "manovra di palazzo", guadagnando ulteriori consensi. Proprio a questo punto del ragionamento si inserisce la carta decisiva, quella della legge elettorale.Il Rosatellum, come illustrato qui con Salvatore Vassallo e Matteo Cavallaro, è infatti solo all'apparenza un sistema proporzionale. L'arma numero uno di Matteo Salvini, allo stato attuale, è data da quel 36% di seggi eletti con collegi uninominali che amplificherebbe significativamente la portata di una sua affermazione elettorale. Le simulazioni YouTrend certificano che con circa il 50% dei voti il centrodestra unito potrebbe conseguire ben il 67% dei seggi, e che con il 37% dei voti la Lega da sola potrebbe arrivare al 46% dei seggi. È l'effetto ‘disproporzionale' del Rosatellum, prodotto dal grande distacco che oggi i sondaggi registrano tra la prima coalizione (il centrodestra, nelle sue varie possibili versioni) e la seconda (il centrosinistra). Un effetto disproporzionale mascherato, nel risultato del 4 marzo 2018, dalla peculiare distribuzione geografica del voto, con il centrodestra dominante al Nord e il 5 Stelle dominante al Sud, che hanno così finito per compensarsi a vicenda.Se la coalizione Ursula immaginasse di rivedere la legge elettorale in senso proporzionale, smusserebbe l'arma oggi in mano a Salvini, a cui non basterebbe più il 37% e neanche il 40%, ma che dovrebbe plausibilmente avvicinarsi al 50% dei voti da solo. Si renderebbe così molto più difficile da conseguire un risultato elettorale netto e ‘monocolore' come quello oggi ipotizzabile con il Rosatellum, favorendo invece un sistema politico più ‘consociativo', punteggiato di alleanze e intese post-elettorali. Uno scenario che Matteo Salvini vuole evitare a ogni costo.



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La strategia di Salvini per evitare che ci siano altri casi Sea Watch

Giu 28, 2019 by

La strategia di Salvini per evitare che ci siano altri casi Sea WatchMentre il capitano della Sea Watch, l'ormai famosa e confidenzialmente Carola, ha forzato il blocco navale imposto dal ministero dell'Interno, sfidando lo stesso titolare del dicastero, e si è attestata nello specchio antistante Lampedusa, il vicepremier Matteo Salvini ha elaborato una rapida strategia per far fronte all'immigrazione prossima ventura.Lo racconta il Corriere della Sera per la firma di Fiorenza Sarzanini. Si tratta di attuare un'identificazione di polizia “senza inserire i nominativi degli stranieri nel sistema Schengen”. Per il quotidiano di via Solferino sarebbe questa “l'arma” che il ministro e vicepremier intenderebbe utilizzare “contro gli Stati che gli hanno rifiutato aiuto nella vicenda Sea Watch”. Uno strumento di persuasione a farsi carico del problema ma anche un'azione “per ritorsione” come la definisce lo stesso quotidiano milanese.L'intento è fin troppo chiaro, prosegue la cronista: così facendo “l'Italia non sarà più il Paese di ‘primo ingresso' e dunque i migranti che arriveranno saranno poi liberi di andare altrove a chiedere asilo”. Una minaccia? “Una decisione – sottolinea il giornale diretto da Luciano Fontana – che in vista dell'estate, con l'arrivo di piccole imbarcazioni sulle spiagge e l'attraversamento della frontiera terrestre in Friuli Venezia Giulia, rischia di distribuire centinaia, forse addirittura migliaia di profughi in tutta Europa”. Un modo per premere su Olanda e Germania e convincerle “ad accogliere le 42 persone che sono a bordo, o almeno una parte di esse.“La trattativa condotta da Palazzo Chigi e dalla Farnesina – si legge ancora – prevede che rimangano i minori e chi li accompagna, mentre gli altri dovrebbero esser e trasferiti ancora prima di aver chiesto asilo”. Spiega più nel dettaglio l'articolo del Corriere: “Attualmente chi arriva in Italia via mare, ma anche via terra, viene identificato, fotosegnalato, gli vengono prese le impronte digitali e tutti i dati vengono inseriti nel ‘sistema' accessibile da tutti gli Stati dell'Ue”.Se davvero si dovesse procedere con la semplice identificazione di polizia, gli stranieri saranno liberi di circolare e, dunque, “sarebbe di fatto vanificato il trattato di Dublino” che impone al Paese di primo ingresso “di prendere in carico il migrante e garantire accoglienza fino alla decisione sulla concessione dell'eventuale asilo”. E già in passato l'Italia era finita nel mirino di Bruxelles, accusata proprio per le mancate identificazioni, sottolinea il quotidiano milanese, ma in questo caso “si tratterebbe di una vera e propria sfida nei confronti degli altri Stati”.“Mi sono rotto le palle che l'Italia sia trattata dagli organismi internazionali e da alcuni Stati come un Paese di serie B”, scandisce secondo quel che riferisce l'edizione cartacea de la Repubblica, che titola l'apertura: “Forza Capitana”. “L'Olanda non può far finta di nulla. Nessuno pensi di fare i suoi porci comodi sfruttando decine di poveracci e fregandosene delle leggi di uno Stato”. Quindi “a mali estremi, estremi rimedi”, che per il ministro significherebbe, sempre ad avviso del quotidiano romano vestire i panni del novello Trump, “alzando un muro al confine Nord-Est”. “Si è riaperta la rotta balcanica”, spiega Salvini, “a luglio partiranno i pattugliamenti misti con gli sloveni, ma se il flusso di migranti non dovesse arrestarsi, non escludiamo la costruzione di barriere fisiche alla frontiera, come fatto da altri Paesi europei”.Una possibilità, quest'ultima, che il Corriere vede “più complicata” visto che la frontiera del Friuli-Venezia Giulia “supera i 230 chilometri”. Tuttavia il pattugliamento congiunto con la polizia slovena e soprattutto la possibilità di sospendere il trattato di Schengen “rende concreta l'ipotesi di limitare gli arrivi”. “Migranti, Salvini fa muro” titola il quotidiano in apertura.Ma, chiosa Il Foglio per la firma del suo direttore Claudio Cerasa, “in un solo anno di governo, Salvini ha fatto di tutto per rendere la gestione dell'immigrazione sopportabile solo a condizione che non vi siano emergenze, ha fatto di tutto per non dare all'Italia gli strumenti giusti per cambiare le regole dell'accoglienza in Europa, ha fatto di tutto per smantellare il sistema di gestione dell'immigrazione nel Mediterraneo, ha fatto di tutto per umiliare l'Italia mettendo in campo la politica dei porti chiusi (i 42 migranti della Sea Watch sono stati tenuti in ostaggio in mare per due settimane ma nel frattempo gli sbarchi in Italia non si sono fermati: 59 il 24 giugno, 121 il 21 giugno, 16 il 20 giugno, 65 il 19 giugno)”.E nonostante tutto ciò – sottolinea il quotidiano – “Salvini oggi è l'unico capo di partito a non aver problemi a parlare di confini da rispettare, di frontiere da tutelare e di immigrazione da governare”. Mentre i suoi avversari, piuttosto che muoversi in modo compatto, “non trovano niente di meglio che mettersi acriticamente dalla parte delle ong e di dividersi in Parlamento sulla necessità di confermare o no alcuni accordi con la Libia che sono stati il perno della strategia che tra il 2017 e il 2018 ha dato al governo a guida Pd la possibilità di governare bene i flussi dei migranti”.



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Nazionale, Ventura si aggrappa ai vecchietti d'Italia per evitare la vergogna

Nov 10, 2017 by

Nazionale, Ventura si aggrappa ai vecchietti d'Italia per evitare la vergognaSarà determinante la prima gara, un risultato da capitalizzare in vista del confronto di San Siro, confronto da non vivere con l'acqua alla gola e il patema d'amico. La missione Russia va iniziata e definita in Svezia, per rifinirla a Milano: ecco la ragione per la quale l'usato sicuro, in fondo, è la migliore delle soluzioni possibili. Ventura sa che la mancata qualificazione, sia pure dalla porta di servizio, porterebbe al suo licenziamento. …



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INTERVISTA-Iran, aumento produzione greggio graduale per evitare pressione su prezzi

Gen 5, 2016 by

NEW DELHI (Reuters) – L’Iran è pronto a contenere la propria produzione di greggio quando verranno meno le sanzioni occidentali sulla Repubblica Islamica per evitare di mettere ulteriormente sotto pressione i prezzi del petrolio. E’ quanto spiegato in un’intervista telefonica a Reuters da un alto funzionario della National Iranian Oil Co (NIOC). “Non vogliamo iniziare una specie di guerra dei prezzi”, spiega S. M. Ghamsari, responsabile degli affari internazionali della Nioc. …
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