Lucia Riina: "Mio padre ha la sua storia, io la mia"

Gen 12, 2019 by

Lucia Riina: "Mio padre ha la sua storia, io la mia""Non volevo provocare né offendere nessuno, volevo semplicemente valorizzare la mia identità di artista e pittrice e allo stesso tempo rendere onore alla cucina siciliana. Mio padre ha la sua storia, io ho la mia". E' quanto afferma, in un'intervista a Le Parisien, Lucia Riina, la figlia del boss di Cosa Nostra Totò Riina, morto in carcere nel novembre del 2017, a proposito della polemica scoppiata in Italia per l'apertura a Parigi del ristorante chiamato "Corleone by Lucia Riina".  

Dicendosi stupita della reazione da parte della stampa italiana ("la mia intenzione non era creare polemica, ma sono venuta qui semplicemente per lavorare"), Riina ha colto l'occasione dell'intervista con il giornale francese per annunciare la decisione di "ritirare il mio nome dall'insegna del ristorante e dalla pubblicità, anche se soffro per il fatto che mi viene negata la mia identità di artista, pittrice e donna".  

"Io penso che ciascuno abbia il diritto di esprimersi e vivere la propria vita", ha aggiunto ricordando di aver vissuto a Corleone da quando aveva 12 anni, "quando mio padre è stato arrestato" e di "avere pochi ricordi" della sua infanzia. "E non ho voglia di parlarne", ha detto ancora. "Io sono qui per parlare del presente, oggi io sono una pittrice e la madre di una bambina, mio padre ha la sua storia, io ho la mia", ha concluso.



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A Parigi il ristorante 'Corleone by Lucia Riina', è bufera

Gen 9, 2019 by

A Parigi il ristorante 'Corleone by Lucia Riina', è bufera"E' inaccettabile che chi ha massacrato Corleone, contribuendo a marchiarla in maniera infame, oggi possa usare il nome del paese per trarne vantaggio economico". A dirlo all'Adnkronos è Nicolò Nicolosi, neo sindaco di Corleone, commentando la notizia dell'apertura a Parigi del ristorante di Lucia Riina, ultimogenita del capo dei capi.  

In Rue Daru il locale dalla facciata in legno, con grandi vetrate e lo stemma di Corleone nell'insegna, propone piatti tipici della cucina italiana e siciliana. Il locale dell'ultimogenita del boss Totò Riina, morto il 17 novembre 2017 in carcere, è aperto a pranzo e a cena. L'insegna verde riporta lo stemma di Corleone, un leone rampante con un cuore. La figlia del padrino corleonese, ancora residente nel grosso centro del Palermitano, da alcuni mesi non si vede più in paese. E su Facebook Lucia Riina, che sui social ha anche una pagina in cui espone i suoi quadri, il 30 novembre ha postato alcune immagini di Parigi con su scritto "Autunno a Parigi… e vita nuova". A Corleone, nel regno che fu del capo dei capi, resta solo l'anziana madre, Ninetta Bagarella. Giovanni e Salvuccio, infatti, sono in carcere e l'altra figlia del padrino corleonese, Concetta, vive da tempo in Puglia. 

"Negli anni abbiamo assistito spesso all'abuqso del 'marchio' Corleone, servito per promuovere beni di ogni tipo", dice ancora il primo cittadino alla guida del grosso centro del palermitano dallo scorso novembre, dopo due anni di commissariamento per mafia del Comune. "Se questo uso viene fatto da aziende in regola, da persone perbene per far conoscere nel mondo le eccellenze del territorio, non possiamo che esserne felici. Non è ammissibile, invece, che a usare il nome del paese sia chi ha maltrattato Corleone, siano persone legate al boss Totò Riina, come in questo caso. Faremo di tutto – conclude – per neutralizzare questa iniziativa e metteremo in campo le armi di cui la legge ci dota". Lo Statuto comunale di Corleone limiterebbe anche l'uso dello stemma del Paese, il leone rampante con il cuore. "Verificherò questo aspetto e vedremo se in qualche modo potremo bloccarne l'uso".



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Lucia Bosè rischia due anni di carcere. Ecco perché

Nov 16, 2017 by

Lucia Bosè rischia due anni di carcere. Ecco perchéRischia di vedersi aprire le porte del carcere Lucia Bosè, la famosa attrice e madre del cantante Miguel Bosè. 86 anni, una lunga carriera alle spalle, un’icona del cinema anni ’50. Tutta colpa di un quadro di Pablo Picasso che l’attrice ha venduto all’asta.



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Menarini, Lucia Aleotti condannata a 10 anni e 6 mesi, confiscato 1 miliardo

Set 10, 2016 by

FIRENZE (Reuters) – Il tribunale di Firenze ha condannato oggi a 10 anni e sei mesi Lucia Aleotti, presidente della società Menarini Farmaceutica, e a 7 anni e sei mesi il fratello Alberto Giovanni, vicepresidente, a conclusione del processo nel quale erano accusati, a vario titolo, di evasione fiscale, riciclaggio e corruzione. Per l’ipotesi di truffa al servizio sanitario nazionale i due sono stati assolti. Agli imputati, che tramite il loro legale hanno già annunciato ricorso in appello, è stato confiscato oltre un miliardo di euro. …
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