Droga, la 'Iena' Viviani: "Se Salvini lo chiede pronti a fargli test"

Feb 21, 2020 by

Droga, la 'Iena' Viviani: "Se Salvini lo chiede pronti a fargli test""Sottoponemmo a un test chi usciva dal Parlamento per vedere quanto fosse diffuso l'uso di sostanze stupefacenti da parte dei nostri politici. Risultò che uno su tre faceva uso di droga". Così la 'iena' Matteo Viviani, interpellato dall'Adnkronos, ricorda il suo servizio andato in onda anni fa sul test antidroga per i politici. "Se Salvini ce lo chiede magari possiamo decidere di andare a fargli il test…", aggiunge Viviani riferendosi alla dichiarazione del leader leghista da Pesaro ("avevano proposto di fare il test antidroga ai parlamentari, io posso farlo anche domani mattina", ha detto). Ma secondo la Iena sarebbe positivo solo un test "a chi non si offre volontario".  Ripercorrendo infatti il blitz delle Iene in Parlamento per il test antidroga, Viviani ricorda che all'indomani "andammo da Carlo Giovanardi che propose un test ai politici ma volontario. Inutile dire che sarebbe servito a ben poco, visto che a un test del genere uno può scegliere di sottrarvisi. E infatti tutto finì nel dimenticatoio"  "Comunque – sottolinea Viviani -, al di là di puntare il dito nei confronti dei parlamentari, i primi a doversi astenere dal consumo di stupefacenti visto il loro ruolo – sarebbe semplicemente vergognoso venire a conoscenza di un loro utilizzo -, auspico una vera lotta al droga allargando il campo all'intera società: nel 2020 non possiamo ancora assistere a ragazzini che muoiono per della 'roba' che si comprano nel parco vicino casa".



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"Se siamo di troppo, possiamo lasciare". Boschi avverte Conte

Feb 8, 2020 by

"Se siamo di troppo, possiamo lasciare". Boschi avverte ConteAllineata alle posizioni del leader, in un'intervista a La Stampa Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera, ribadisce che “noi siamo per l'appoggio pieno al governo Conte, ma se qualcuno ci considera di troppo, se le nostre idee danno fastidio, possiamo lasciare appena Conte ce lo chiede”, per poi precisare: “Non siamo affezionati ai posti, ma non possiamo fare a meno dei valori in cui crediamo”.Ad avviso della parlamentare l'appoggio al governo presieduto da Giuseppe Conte non è al momento in discussione, perché in merito alla prescrizione “noi continuiamo a pensare che si possa trovare una soluzione” se però “si smette di inseguire Bonafede e si torna a seguire la Costituzione” precisa Boschi. La quale si chiede anche: “Ma perché dobbiamo prevedere una soluzione pasticciata e che non risolve i problemi quando si può sospendere la legge Bonafede-Salvini e prendersi il tempo per approvare una riforma fatta bene e un nuovo processo penale che riduce i tempi dei processi?” "Sulle regole di civiltà non si può mediare"Secondo Boschi l'impasse sarebbe ampiamente superabile se si votasse il “lodo Annibali”, in quanto “non su tutto si può scendere a compromessi” e “sui diritti dei cittadini, sulle regole di civiltà non si possono fare mediazioni alla meno peggio, solo per salvare una poltrona”. Poi Boschi sollecita il Pd a smettere “di andare dietro al M5S, specie sulla giustizia” perché si dice convinta “che ci sia più di un mal di pancia tra i colleghi del Pd a dover votare questo accordo che contraddice anni di battaglie riformiste e garantiste di molti di loro”.Quindi “appoggio totale a Conte” ma a un patto, dice Boschi: “Se pensano che sulla prescrizione scherziamo si sbagliano. Noi voteremo il lodo Annibali – promette la capogruppo a Montecitorio di Iv – per sospendere la riforma Bonafede-Salvini tra pochi giorni. Lo diciamo prima in modo trasparente. Nessun sotterfugio, nessun agguato”, garantisce.



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"Se il virus cinese avesse il 3% di mortalità, sarebbe una catastrofe", dice Burioni

Gen 29, 2020 by

"Se il virus cinese avesse il 3% di mortalità, sarebbe una catastrofe", dice Burioni"Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe. La Spagnola nel 1918 ha avuto il 2% di mortalità. Ai seimila casi diagnosticati bisognerebbe aggiungere come minimo uno zero. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini". Il professor Roberto Burioni, virologo, è intervenuto nel corso del programma "Genetica Oggi" su Radio Cusano Campus."Spero di sbagliarmi ma non credo che il vaccino contro il coronavirus possa essere pronto entro un anno o comunque molti mesi. Ho la sensazione che questa epidemia dovremo affrontarla con quello che abbiamo. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini, ma abbiamo la possibilità di fare diagnosi e noi in Europa dobbiamo mettere tutto il nostro impegno nell'ostacolare la diffusione".Burioni ha agigunto che "il virus in Italia non c'è, quello che bisogna fare è non andare in Cina o in altre zone in cui il virus è presente e verificare le persone che tornano dai luoghi contaminati". E riguardo i seimila casi di cui si è detto, "questo è un numero che non sta né in cielo né in terra. Come minimo ci va un altro zero, come minimo. Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3% Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese".Infine il commento al fatto che oggi una comunicazione del governo indiano consiglia l'omeopatia per contrastare l'infezione da coronavirus: "Questa volta non si scherza più, questa volta entra in gioco il darwinismo se qualcuno fa il cretino. Quello che ci può salvare la pelle è la scienza e nient'altro". "Senza senso evitare ristoranti cinesi""È necessario ribadire che la situazione merita tutta la nostra attenzione e non deve essere sottovalutata, però non ha nessun senso in questo momento evitare i cinesi, i ristoranti cinesi o i quartieri cinesi in Italia. L'unica cosa che deve essere evitata sono i viaggi in direzione della Cina, o in altre zone a rischio", avava scritto poco prima Burioni sul suo sito Medical Facts, a proposito del virus che si sta diffondendo dalla Cina."Avevamo ragione – commenta ancora Burioni – e questa volta ci dispiace perché avremmo preferito avere torto. Dieci giorni fa molti affermavano che il rischio di arrivo in Europa di questo coronavirus fosse minimo e invece è arrivato. Altri dicevano che il virus sarebbe rimasto circoscritto; al contrario si sta diffondendo in Cina, nonostante la quarantena piu' immensa che la storia dell'uomo ricordi. Abbiamo sempre detto che i numeri cinesi erano poco affidabili e che era meglio non fidarsi, ora è evidente a tutti che le cose stanno effettivamente così". "Epidemia globale, bene l'Oms che ha alzato il rischio a elevato""Tutto il mondo è a rischio per il nuovo coronavirus e quando l'Oms ha valutato il rischio come 'moderato' sono rimasto un po' perplesso", ha aggiunto all'AGI Burioni, riferendosi al fatto che l'Organizzazione mondiale della sanità abbia corretto la sua valutazione sulla situazione relativa al rischio per il coronavirus cinese, elevandolo da "moderato" ad "alto"."È ormai evidente che siamo di fronte a un rischio globale: sono stati registrati diversi casi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia. L'epidemia è ormai in corso", aggiunge il virologo. "Non so come questo cambio di valutazione da parte dell'Oms si traduca in termini pratici", ammette."Ma credo che la situazione attuale richieda ai paesi di tutto il mondo, compreso il nostro, di essere pronti a fare di tutto per controllare l'eventuale diffusione del coronavirus", aggiunge. In che modo? "Non andando in Cina e controllando chi arriva dalla Cina. Tutto questo con una maggiore intensità rispetto a prima", sottolinea Burioni. "è imperativo fare in modo di abbassare il più possibile – dice – il tasso di riproduzione del virus che, dalle stime attuali, sembra attestarsi intorno al 2,6 per cento. Questo significa che un paziente contagia mediamente 2,6 persone".



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