Storia di Anna Sorokin, la finta ereditiera che ha truffato mezza New York

Apr 28, 2019 by

Storia di Anna Sorokin, la finta ereditiera che ha truffato mezza New YorkAnna Sorokin, la falsa ereditiera che ha truffato il gotha di New York, è stata accusata di svariate truffe con cifre da capogiro dal tribunale di Manhattan. Il verdetto è atteso per il 9 maggio e la donna rischia fino a 15 anni di carcere. La Sorokin, che si è spacciata per un'ereditiera tedesca dal nome di Anna Delvey, è imputata per 4 capi d'accusa.La sua colpa è quella di aver truffato per decine di migliaia di dollari, banche, hotel e amici, vantando un patrimonio di 60 milioni di euro (inesistente) e conducendo uno stile di vita extra-lusso assai al di sopra delle sue possibilità. Non solo. La 28enne ha cercato di ottenere un prestito di 22 milioni di dollari dalla City Bank, soldi che – aveva affermato – le sarebbero serviti per aprire un club. Delvey si è vista rifiutare il prestito ma è riuscita ad ottenere da un'altra banca 100 mila dollari che non ha mai restituito.Ma non è l'unico conto scoperto della truffatrice: Sorokin deve restituire 62 mila dollari a un'amica che lei stessa aveva invitato a trascorrere una lussuosissima vacanza in Marocco, con tanto di piscina privata e maggiordomo. Al momento di saldare il conto la carta di credito di Delvey è stata rifiutata e così l'amica è stata costretta ad anticipare il pagamento stellare, sicura che, come da promessa, le avrebbe restituito l'importo non appena risolto il problema con la carta. Ma quei soldi non sono mai arrivati.Ma chi è Anna Sorokin e come ha fatto a truffare così tante persone solo raccontando bugie?Classe 1991, di origine russa, Anna Sorokin – riferisce il sito Rivista Studio \- si è trasferita nel 2007 a Eschweiler, cittadina a sessanta km da Colonia, assieme alla famiglia, che è venuta a sapere delle avventure newyorkesi della figlia tramite la stampa. Per un periodo Delvey/Sorokin, che parla un tedesco stentato e già per questo era “sospetta”, ha studiato alla Central Saint Martins di Londra, ma non ha concluso il suo percorso di studi, trasferendosi poi a Berlino. È approdata da Purple, il celebre magazine fondato da Olivier Zahm, e li ha iniziato la sua scalata al mondo dorato. La strategiaDelvey ha conquistato l'upper class di New York tramite un complicato sistema fondato sull'ostentazione di una ricchezza inesistente, la falsificazione di documenti bancari e l'invenzione di personaggi fittizi, come l'avvocato Peter W. Hennecke, consulente depositario del patrimonio Delvey con il compito di sbloccare onerosi pagamenti. Transazioni che, naturalmente, sono finite nella lista dei bonifici mai avvenuti.Una storia talmente incredibile da diventare una serie Netflix diretta da Shonda Rhimes (produttrice e creatrice di Grey's Anatomy). Sorokin ha già scelto chi le piacerebbe vedere nella sua parte: Jennifer Lawrence o Margot Robbie. Su change.org è stata lanciata una petizione per farle avere la grazia presidenziale perché, si legge, "è un'eroina socialista che ha fatto la bella vita rubando ai ricchi"



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Lucia Riina: "Mio padre ha la sua storia, io la mia"

Gen 12, 2019 by

Lucia Riina: "Mio padre ha la sua storia, io la mia""Non volevo provocare né offendere nessuno, volevo semplicemente valorizzare la mia identità di artista e pittrice e allo stesso tempo rendere onore alla cucina siciliana. Mio padre ha la sua storia, io ho la mia". E' quanto afferma, in un'intervista a Le Parisien, Lucia Riina, la figlia del boss di Cosa Nostra Totò Riina, morto in carcere nel novembre del 2017, a proposito della polemica scoppiata in Italia per l'apertura a Parigi del ristorante chiamato "Corleone by Lucia Riina".  

Dicendosi stupita della reazione da parte della stampa italiana ("la mia intenzione non era creare polemica, ma sono venuta qui semplicemente per lavorare"), Riina ha colto l'occasione dell'intervista con il giornale francese per annunciare la decisione di "ritirare il mio nome dall'insegna del ristorante e dalla pubblicità, anche se soffro per il fatto che mi viene negata la mia identità di artista, pittrice e donna".  

"Io penso che ciascuno abbia il diritto di esprimersi e vivere la propria vita", ha aggiunto ricordando di aver vissuto a Corleone da quando aveva 12 anni, "quando mio padre è stato arrestato" e di "avere pochi ricordi" della sua infanzia. "E non ho voglia di parlarne", ha detto ancora. "Io sono qui per parlare del presente, oggi io sono una pittrice e la madre di una bambina, mio padre ha la sua storia, io ho la mia", ha concluso.



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